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Identit e tutela Val Resia

Il paiolo di Maria

     

 Marize kotl.

 

Onde tu bil nur k ny mlad yn bil mur mu, nu n bil jo pustl samo śys dua utručyć, Batyjan nu Jrn.

S vi d boh uduvyz n sml uredt tej n mohl te dua malyć, usy so jy dajl kej nu so jy pomahl ko n ml trb.

T dua falt so rastl śdrav, moćn, an pa frbst. Ny so ml sy spomaht tej liuč  so muhly; ny so kopal njyve, skl, hovarnal yvyno nu ko tu bil or ny so hudyl pa u plnyno. Ko tu huri ny so sy stal us ny so ml spraujt, hst, sn, lystyj nu pa sy parvydynt kej mis ś s yvet t śym. klop n rd rd strijl nu usak kolp n bul kako vryno.

Dn din rčrj prit nu poklanzrj dopo so vydl n h poraunan mu ka ur pu pot n l śys no akoćo tapd pasdyhon.

Ujm, ujm dubej vi t km gre ryzyvytr. Dubej vi kos n famej nzo ć uostt čenče kotl. Jtak so s čudyl nu s brjul ty smyln jd. Kotl, sa vi, tu byl imprt k usak prau n ml mt tu hy ś murt usirt mlikzo k mulśl krau nu dopo pult mint sr tu Klue nu spravt t par franku .

T srbyt mlad mu uhr pu pot n l, trudn nu prupućn, n tek ślydul stope k so h pulyl uhru Bujlo. n muldyul tu kumt dl, use ty k so ny plaćl tasu, prytrj tn Poltabj k bil mu kuaśl tet uhru Reśyjo no pa t bil pulvyn k uso boćo mu l. Ko uon n Lypje n najśat dul n sednl uon dn pučul. Blyś njh t non Kuran sy pučul nu sy nabyul fejfo. Signore,-barl tadej ryzyvytr- sapete forse dove potrei trovare la signora Maria vedova di con due figli che si chiamano Sebastiano e Giorgio? Ujm, ujm -sy pumysll didz- dubej vy d čy tu j nu ko n ć ud Marize. Ś nykar tu ny bil dn Kuran an nu mal pu furlansk, kej pu nyk, kej pu lak nu karj pu rośajansk prit nu k mu vyryćet d k jta stal n mu barl da či tu bil nu koj n ts d te bhe ynyze.

T srbyt mlad syn n bo bil sy mysll d te star dt mal n ćol nu ć manji n bo śnl t k n ml kuaśn dlt. Signore -rkl jti- vengo da Moggio Udinese e sono lesattore delle tasse: per volere di Sua Maest lImperatore dAustria e su delibera di Sua Eccellenza il Signor Pretore di Pontebba sono venuto a Resia per pignorare il paiolo di Maria.

T star didz tej n čol puamt ryzyvytryj n pudyhnl klbsyzo. Us t k t mlad brdćl tu ny mu intaraal. Tu ny klt dym n sy sjortl klbk tun n hlav nu n mu rkl jr ryzyvytr, Maryz da maģjo n l a Karnyz o ģju per Tamr con Jrn e Batyjan; t krej un dovete andare e prit nu k Uccea rivare. Nu śadynol korbo uon pr palyz uhru Bujlo n s nivjl.

Ryzyvytrj so spadle roke. Lp n bil kapel d muć dlč n ml ć jtet.

n s uśel nu velt n l nu star didz pryl. Tu tyn dua synyć, k so bil ly s kopt nutr ud, so h duly nu Kuran punyśn jyn rkl: Jityt, jityt, tst uhru uys nu ryčijt Maryz  d n se skryj k ryzyvytr jyć nji kotyl. Ity, tej dvi vvrz, velt  so s nivjal nu ko so dujel t h mladh, lp ny so h pośdravyl, nu udym uhrej us so parkurjal. Tu s vi d kde nu te slabe rč s ny duhaj skret, ny litjo njveć k utyćz. Jtak, ko ryzyvytr dul, Mariz ny bil već nu pa Batyjan nu Jrn so śduvdl d duhaj dn ka jyć njeh kotl. Najbo d n djd un- rkl t starnj bratr- ky ćem lp g ryčvt ć n bo tl nn pjt kotyl.

Batyjan, k mej n bil flodl buet ne duji kośe, n se uśel nu l uon dn klanz to k s vydl lp plnyno nu uso Krnyzo. Ko n nhlednl noh praunanh zluvk, dy druśg n śśvyśgnl bratr. Jrn velt uśel kotl nu tpod arjavyzo n jy pokopl.

Ko ryzyvytor dul tu plnyno nu pjegl to k n tl Jrn karj s čdl nu mu s mymbrl d koj jt mu ostal. Nur k njeh oć bil mur, dl nu beču ny bil već. Kj tase s sml rd plaćt nu jse, tej rd, kj ś te bhe so bile teke. Kotl s ny sml śbt gyl ś s uyvt, dazjar bil rekl, d kj mlik s mhl syrt. An najśat pa un n vydl d tu koś no myśrjo nu perykol n s nalal gyl pu ty pot so rad pryhajl agryj, jegryj an brygantav, usy so kej mu kradl nu tek ko n branl.

Ryzyvytr h pull nu najśat fys kotl n tl.

Tu jtin s ućtyl hodt nu houkt tś klanzon.

La si meta seduto su la myśa, k du bej vi du gre - rekl Jrn - j gren prender kotyl. Śys dsko  n lehk ryskrel kotl nu blyś duru h napojl.

Ko uon śun Jrn viliśl n mu pokaśl kotl, n ml ćyl tu rok dsko od jd, rydrajen n mu rkl d n pur sy jy pyjyj.

Tu jtin s čl dn mćn kolp nu Jrn sy nliśl dsko śuotlno od kroklyze k bratr ustrill.

Ryzyvytr utrjn popadl velt kotl ma tej n jy tknol jtak n sy sparl roko. n sporkl nu śmadonl, tu fol n mest kotl n pobrl koćo nu sy jo dl, d pu Krnyz n tikl nu ko damu najśat dul n ģl Pretrj d usej ko tu Reśyj n bil vypjl. Od tadej s s h ny vydl već.

 

 

Il paiolo di Maria.

 

Molto tempo fa ad una signora mor il marito, che la lasci sola con due bambini, Sebastiano e Giorgio.

La povera vedova cercava di allevare i due piccolini come meglio poteva, tutti le davano qualcosa e laiutavano quando vi era necessit.

I bue briconcelli crescevano sani, forti, ma anche furbi. Dovevano arrangiarsi nel miglior modo possibile: coltivavano i campi, falciavano, accudivano il bestiame e nella stagione propizia si trasferivano nello stavolo. In montagna dovevano far provviste di legname, fieno, foglie secche e anche di carne da consumare in inverno. Il fucile sparava spesso e ogni colpo amazzava un animale selvatico.

Un giorno le persone di Rce prima e di Podklanz poi videro un uomo ben vestito che arrancava sulla strada con una cartella sotto il braccio.

Ahim, ahim chiss da chi andr lesattore delle tasse. Quale famiglia rester questa sera senza paiolo? Cos si meravigliavano e si interrogavano quelle umili persone. La caldaia era universalmente riconosciuta lutensile che ogni donna virtuosa doveva possedere in casa, perch permetteva di produrre il formaggio da rivendere a Chiusaforte per recuperare un po di denaro.

Quel giovanotto superbo procedeva per la strada, stanco e sudato, contando stancamente i passi che lo conducevano a San Giorgio. Malediceva quello scomodo lavoro, tutti coloro che omettevano di pagar le tasse, il Pretore di Pontebba che gli aveva ordinato di andare a Resia e, soprattutto, quella fastidiosissima polvere che gli asciugava la bocca. Giunto, infine,  a Lypj si sedette su una piazzola di riposo. L vicino stava riposando il signor Kuran  intento a ricaricare la pipa. Signore lo apostrof lesattore sapete forse dove potrei trovare la signora Maria vedova di con due figli che si chiamano Sebastiano e Giorgio? Ahim, ahim,  pens fra s lomino chiss chi questo e cosa vorr da Maria. Lui era un Kuran (uomo coraggioso) ed esprimendosi un po in friulano, qualcosa in tedesco, un po in italiano e molto in resiano prima di indicargli dove quella abitava gli chiese chi fosse e cosa volesse da quella povera donna.

Il giovane arrogante, pensando che il vecchio fosse sordo e incapace di comprendere il motivo della sua visita, disse: Signore, vengo da Moggio Udinese e sono lesattore delle tasse: per volere di Sua Maest lImperatore dAustria e su delibera di Sua Eccellenza il signor Pretore di Pontebba  sono venuto a Resia per pignorare il paiolo di Maria .

Il vecchietto, quando sent la qualifica dellinterlocutore, annus la salsiccia (percep il pericolo). Tutto ci che quel giovane  blaterava non lo poteva pi interessare. Immerso in una nuvola di fumo, sistemandosi il cappello in testa, rispose: Signor esattore, Maria dal mese di maggio si trasferita a Carnizza o forse a Tamor con Giorgio e Sebastiano; su di l dovete andare e quasi fino ad Uccea arrivare. Sollevato il gerlo e appoggiandosi al bastone, il vecchio si avvi verso San Giorgio.

Allesattore caddero le braccia. Aveva capito perfettamente quanto lontano sarebbe dovuto andare. Irritato, dunque, si avvi verso il paese e sorpass il vecchietto.  Poco dopo giunsero due ragazzini che erano andati a fare il bagno al fiume e il signor Kuran sottovoce disse loro: Correte, correte, andate in paese e dite a Maria che si nasconda che lesattore cerca la sua caldaia. Come  scoiattoli, i due partirono velocissimi e quando raggiunsero il giovanotto lo riverirono ben bene e si precipitarono celermente in paese. risaputo che le disgrazie e le brutte notizie non si riescono a nascondere: queste volano come gli uccellini. Cos, quando giunse lesattore, Maria non cera  pi e anche Sebastiano e Giorgio furono avvertiti dellarrivo di un tipo che cercava il loro paiolo.

Lascia che venga su disse il maggiore al fratello minore lo riceveremo come si conviene, se vorr sottrarci il paiolo.

Sebastiano che mai aveva fallito un capriolo, preso il fucile si posizion su unaltura da dove poteva controllare lo stavolo e tutta Sella Canizza. Quando scorse un distinto personaggio, fischi al fratello imitando un tordo. Giorgio prontamente afferr il paiolo e lo copr con la brace.

Lesattore, giunto sul posto, spieg il motivo della sua visita. Giorgio si meravigli fortemente e inizi a lamentarsi, dichiarando che ormai gli era rimasto solo quellutensile. Da quando il padre era morto non cera lavoro e pure i soldi scarseggiavano. Le tasse, che bisognava in ogni caso pagare, si rivelavano, come sempre, troppo gravose per i poveri. La caldaia, poi, mai si doveva perdere perch, come lo stesso daziere aveva sancito, era un bene indispensabile per fare il formaggio. Lesattore stesso, inoltre,  poteva rendersi conto in quali ristrettezze e pericoli vivesse la sua famiglia, considerando che per quellimpervia strada passavano solo gli abitanti di Zaga (contrabbandieri), cacciatori e briganti, che tutti rubavano qualcosa e che lui a stento riusciva a salvar la pelle.

Lesattore lo lasci sfogare ma alla fine pretese il suo paiolo.

Proprio in quel momento da dietro il colle si ud brontolare  e urlare.

Si metta seduto sulla panca che chiss chi sta arrivando  disse Giorgio  le vado a prendere il paiolo. Usando il desco per la polenta con precauzione estrasse dalla brace la caldaia e la mise vicino alluscio. Usc, quindi, allesterno. Gridando e brandendo la tavola  invit lesattore a portarsi via il paiolo. Proprio in quel momento si ud un forte sparo e Giorgio si trov in mano il desco trapassato dalla pallottola che il fratello aveva sparato.

Lesattore terrorizzato afferr precipitosamente il paiolo, ma come lebbe preso si ustion tutta la mano. Maledicendo e imprecando, nella premura invece del paiolo afferr la cartella e se la dette a gambe levate, scappando verso Carnizza.  Quando infine giunse a casa si giustific con il Pretore dicendogli che a stento a Resia aveva salvato la pelle. Da quella volta  lesattore non fu pi visto.

 

                                                                                                                                             sch 03

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