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Identit e tutela Val Resia

Racconti, filastrocche e cantilene resiane

     

di Annamaria Compassi, Nicola Di Lenardo e Gianluca Barbarino

 

I  RESIANI  SKUELATI  CHE  SAPEVANO  PO  LAKYN

Dvi gtr ulbake ny so le uminyt d n Bilo.   

Pryyl, tadij, dyn mu śys ny uśon n se ustavyl nu barl:Siris viso s? .

N gtr rkl tu to drgo: Pojd, pojd tra k n nes nadiua ona us! .

Ko ny so bile tn uśu dt je barl: Vjso ncie sćipi ?. Dn rkl: Ġjabej tra biiua, biiua kyr dt  ć nes śaćipet !.

 

Due comari stolvizzane si erano recate a Resiutta a barattare la merce.

Giunse, allora, un uomo con un carro e fermatosi chiese: Signore avete uova?. Una comare disse allaltra: Vieni, vieni comare che ci fa salire sul carro!.

Quando si trovavano sul carro luomo chiese: Avete anche del formaggio magro?. Una delle due disse: Perdinci comare scappiamo, fuggiamo che questo uomo ci vuole pizzicare!.

 

            

 

N rośajansk n l d n Bilo kpyt nyt ś iut. Anu n barl: Ca mi degni une di che bile e une di che čyrne che i di l su da la Kulsav a blakćjt!.

 

Una signora resiana era andata a Resiutta a comprare il filo da cucire. Chiese: Mi dia un(rocchetto) di quella bianca e uno di quella nera che devo andare dalla signora Colussi a rammendare!.

 

            

 

Mu di tu no d n pujdy t bćarj d n Bilo kpyt misu nu d ko n prydy ud prčg n ć śaplatyt. n gre d n Bilo, kuau misu, nu (ma bab Varonyk) n rač: Pysajt su par il mur che quan ca ven il gno mu al paiara. (Allepoca annotavano il debito sulla parete della stanza).

 

Il marito dice alla moglie di andare in macelleria a Resiutta a comprare la carne che poi quando sarebbe tornato dallestero sarebbe passato a pagare. La donna va a Resiutta e ordinata la carne, (mia nonna Veronica) dice: Scrivete sul muro che mio marito quando torner, pagher.

 

            

 

ylu budylu udylu p svt, mej jdlu nu pylu, jts tu rudy lpu plu.

La libellula andava a spasso, mai lei mangiava e neppure beveva ma sempre cantava bene

 

 

Na tik na tik, gr na Brik, te rsy črivyn my yl uprik.

Veloce veloce vai su in Brik, la scarpa marrone mi si storta.

 

            

 

Pley, pley, čyrny kus; kuz mn plest ky sy bus. Kan bej sy ģal tve črivjaze; sy je dal my baby Kekyzy, ś no pest sole anu n j pa me uokekl.

Balla, balla, merlo nero; come potre se sono scalzo: Dove hai messo le tue scarpette;

le ho date a mia nonna Testolina, per un pugno di sale e poi mi ha anche percosso.

 

            

 

Pundijk  s strij ; Tarok  baćaroč ; Srido tau sridy; Čtyrtk s tyrk; Upuetk se klekt ; Sabot s muiut ; Nadj ćadrj.

 Luned si spara; marted (?); mercoled in mezzo; gioved si spruzza;

venerd ci si inginocchia; sabato si lava; domenica (si sta sulla) sedia.

 

            

 

 

Tuz miluz, tana Gračyć, na uarj nu pyć, na pyt no my;

nu uk tana Planj, an uarj m janj, an kuln kuślić, ny stut s byt;

nu skakej tau Kykj, sjortau no čiśo, an viģj no uio, nu vaka čingom;

lisiz tau Pj, klyči nu ģjurau, da kar na bo yu, n ny ji kukui.

La gatta miluza, in Gračyć, sorveglia il mio pulcino, rifocilla un topo;

e il lupo in Planj, sorveglia un agnello, sgrida il capretto, non datevi botte;

la cavalletta in Kykje, sfronda una siepe, fischia una canzone, mangiando chewing gum;

la volpe in Poj, inginocchiata  spergiura, che finch vivr, non manger galline.

 

            

 

 

Per pagare pegno i giocatori si disponevano in cerchio. Si iniziava, cos, a fare la

 

CONTA 

 

 

 

Eli beli bambary tys kus tn my ok bok čyrny krok tn Bily kokoro.

trićje li budićje li bok li buse baćamar bone vite fur di kel.

Pi tim pi tol tazy dou kl, d n Bilo p zygar, gor n Njiuo p tokn.

Andala banda vintieruma. Cutudita la Karuna. Dulu re kalza nove ventitre passaria capo sua. Vado via.

Tony, Tony Krivz n udy ukl mlin, n ny mr nalst muke, anu n ji sirave barnjuke.

 

Ce qualcuno che in grado di tradurre queste filastrocche

 

Eln beln, bambary ty ku tn ry !

Ok bok črny krok, tn bily kokoro !

 

Si tratta di una filastrocca che i bimbi usavano, a San Giorgio lo fanno ancora, per la conta a chi toccava star sotto pegno.

 

 

Il cervo bianco e il barbagianni andavano in mezzo allorzo.

Oh tu povero corvo nero, a Resiutta (ti giunge solo) il tutolo.

 

Altre varianti sono state raccontate a Prato, raccolte dalla viva voce della nonna  nata il 1877 morta nel 1964, altre due interessanti filastrocche. La prima una variante della sangiorgina eln beln bambary. Veniva cantilenata dalla bisnonna ai nipoti facendo scorrere le dita della mano sulle labbra. Questi sentendo una parlata suadente e vedendo scorrere le dita smettevano di piangere o si addormentavano.

Per la prima disponiamo anche della traduzione mentre per la seconda aspettiamo suggerimenti.

 

n  bo bil bmbry                   Ci sara stato il barbagianni

śys kus tn ry                                     con il merlo sulla segala

n bo črn krok                              Ci sar un corvo nero

tn Bil kokoro                         sul tutolo di San Giorgio.

 

 

 

 

An  dan dest 

tyly baly best.

an dan dest.

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